Melissa Lohman
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La Pratica dello Spazio/The Practice of Space

Picture
photo- Studio Grazzini, Tonazzini, Colombo

​video link: 

https://vimeo.com/1172916835?fl=pl&fe=sh​
The Practice of Space
site-specific durational performance for the installation by the architects, Grazzini, Tonazzini, Colombo. 
Open House Rome XII Edition.
Studio Grazzini, Tonazzini, Colombo    Rome, 2024


The installation created by architects Grazzini, Tonazzini, and Colombo transforms their studio into a calm refuge and creates the conditions for an out-of-the-ordinary perception of space. My intervention in this context is a reflection on the relationship between the body and its surrounding environment. When I enter, my body becomes another element of the composition. I occupy space in relation to the furniture, plants, and objects placed there. The presence of my body, which contains all of my experiences, alters the space and transmits information even before I intervene. I set aside possible activities and, after reaching a state of stillness, I practice the relationship with the space.​
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​Within urban chaos, the opening of the studio on Via Latina is a glimpse into an intimate and creative world. The atelier, through a site-specific installation-performance, transforms into a dialogue between body and architecture. This new practice of space is a departure from routine; a critical act essential for reclaiming and understanding a place, be it a room or the city.
La Pratica dello Spazio
performance duratura nell'ambito dell'installazione degli architetti Grazzini, Tonazzini, Colombo.
Open House Roma XII Edizione.
Studio Grazzini, Tonazzini, Colombo    Roma, 2024

L’installazione realizzata dagli architetti Grazzini, Tonazzini e Colombo negli ambienti del loro studio trasforma il luogo in uno spazio di calma e crea le circostanze per una percezione spaziale non quotidiana. Il mio intervento in questo contesto è una riflessione sul rapporto tra il corpo e l’ambiente che lo circonda. Quando entro nel luogo, il mio corpo diventa un altro elemento della composizione presente nello spazio. Occupo spazio in relazione ai mobili, le piante e gli oggetti insediati nel posto. La presenza del corpo, che contiene tutte le mie esperienze, altera lo spazio e trasmette informazioni prima ancora che io intervenga. Lascio da parte le possibili attività e, dopo aver raggiunto uno stato di quiete, pratico la relazione con lo spazio.


Nel caos urbano, l’apertura dello studio di Via Latina è uno spiraglio verso un mondo intimo e creativo. L’atelier, tramite un’installazione-performance site-specific, si trasforma in un dialogo tra corpo e architettura. La nuova pratica dello spazio è uno scarto rispetto alla routine, un atto di critica fondamentale per riappropriarsi e comprendere un luogo, sia esso una stanza o la città.

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